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Il Dossier del volume 18/2013 di Histoire des Alpes – Storia delle Alpi – Geschichte der Alpen vuole affrontare il tema della religione e della confessione nello spazio alpino, attraverso l’analisi delle divergenze e delle convergenze che caratterizzano la sua storia.
Si prega di inviare le proposte di articolo – corredate da un titolo e un riassunto di circa 1500 caratteri – entro il 31 maggio 2012 all’attenzione di luigi.lorenzetti@usi.ch. Nel caso in cui la proposta sia accettata dal comitato di redazione di « Storia delle Alpi », vi preghiamo di inviare l’articolo redatto secondo le norme redazionali previste (cf. http://www.arc.usi.ch/index/aisa/ris_ist_aisa_norme_fr) entro il 30 novembre 2012, al medesimo indirizzo elettronico.
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Argomento
Oltre ad avere vocazione di spazio attraversato, le Alpi sono stati luogo di incontro e confronto tra diverse culture religiose e diverse confessioni. Dopo la loro cristianizzazione, le Alpi sono infatti state terreno di sperimentazione di varie esperienze religiose e confessionali – come lo testimonia, ad esempio, la precoce adesione di molte vallate al protestantesimo. Le Alpi sono state inoltre terra di rifugio e di asilo per alcune minoranze religiose, in fuga dalla repressione di autorità religiose o secolari, e hanno visto la nascita di movimenti religiosi in contrasto con le istituzioni statali. Nel contempo esse sono state anche luogo di repressione statale, costringendo all’esilio coloro che si erano opposti alla religione di Stato – come avvenne in Francia nel 1685, dopo la revoca dell’editto di Nantes. Sullo scacchiere alpino, i conflitti confessionali non sono mancati: basti pensare ai conflitti religiosi che hanno scosso la Valtellina, le vallate alpine francesi e alcuni cantoni svizzeri nel corso del XVII secolo. Al contempo però, alcuni territori hanno sperimentato delle forme di “coesistenza” religiosa, come le terre dell’abbazia di San Gallo o il canton Glarona (Svizzera) in cui, nel XVIII secolo, l’uguaglianza confessionale permetteva ai fedeli di praticare la religione cristiana di loro scelta. In altri territori ancora - ad esempio nelle vallate del Queyras -, le famiglie convertite al protestantesimo che partivano per la Svizzera e la Germania lasciavano sul posto uno o alcuni dei loro perché continuassero ad occuparsi della gestione del patrimonio familiare. Sebbene avessero fornito garanzie di conversione, essi poterono continuare ad esercitare il proprio culto senza subire particolari ritorsioni da parte delle autorità cattoliche.
Il Dossier del volume 18/2013 di Histoire des Alpes – Storia delle Alpi – Geschichte der Alpen vuole affrontare il tema della religione e della confessione nello spazio alpino, attraverso l’analisi delle divergenze e delle convergenze che caratterizzano la sua storia. A questo proposito, si possono delineare tre distinti approcci.
- Il primo approccio riguarda le traiettorie individuali e familiari: con esso si vuole affrontare il ruolo della religione e delle scelte confessionali nei percorsi di vita individuali e familiari. Secondo quali modalità, l’appartenenza confessionale ha contribuito alla costruzione dei percorsi di vita individuali e familiari? Quali condizioni o situazioni specifiche ai percorsi di vita individuali hanno potuto favorire dei cambiamenti nelle scelte o nelle attitudini religiose? Come si sono strutturati i rapporti individuali e familiari all’interno dei gruppi confessionali misti?
- Il secondo approccio riguarda i percorsi collettivi e comunitari: con questo approccio si intende privilegiare la dimensione collettiva del fenomeno religioso interrogandosi su quando e in quali contesti le religioni e le confessioni sono stati fattori di divergenza, rispettivamente convergenza, nei percorsi collettivi. Su quali elementi la dimensione religiosa ha avuto un impatto, creando convergenze o divergenze nelle diverse manifestazioni socio-economiche e culturali collettive? E all’interno di questa logica, come si situano le minoranze religiose dell’arco alpino? In quale misura esse costituiscono dei validi indicatori per valutare il grado di integrazione o segregazione tra i diversi gruppi di popolazione?
- Il terzo approccio riguarda le rappresentazioni: affrontare questa tematica a partire dalle società di montagna permette di interrogare le opinioni abituali che vengono associate a questa o quella confessione. In quale misura, ad esempio, l’alfabetizzazione precoce di certe vallate alpine è realmente dovuta a una dicotomia religiosa? Oppure vi sono altri meccanismi che entrano in gioco e che spiegano questa specifica realtà culturale? Inoltre, è importante interrogarsi sui processi e sui meccanismi che permettono alle identità confessionali di mantenersi tali e tramandarsi nel tempo. Esiste una memoria dei periodi di conflitto religioso e, in caso affermativo, sotto quali forme è trasmessa? È possibile individuare elementi di continuità nella ripartizione confessionale nella’rea alpina?
Organizzato da
Associazione internationale per la Storia delle Alpi
Veranstaltungsort
Pubblicazione
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1000
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Lingua/e della manifestazione
Tedesco
Francese
Italiano