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Migrazioni e formazione nella Svizzera del secondo dopoguerra

Autore del resoconto: 
Paolo Barcella

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In questi anni, è stato possibile osservare un crescente interesse nei confronti della storia delle migrazioni in Svizzera. Da un lato, sono numerose le pubblicazioni su questo argomento: ricerche storiche recenti hanno messo in luce le prospettive degli immigrati e si sono concentrate sulle loro organizzazioni e sui loro interesse. Dall’altro lato, gli attuali dibattiti sulla politica migratori in Svizzera, in particolare le discussioni a proposito di immigrazione e integrazione, richiedono approfondimenti e conoscenze storiche.

Nel gennaio 2016, l’Ecap di Zurigo ha organizzato un seminario su “Migrazioni e formazione nella Svizzera del secondo dopoguerra” in collaborazione con la Fondazione Pellegrini Canevascini di Bellinzona. Il seminario ha avuto luogo nell’auditorium dell’ECAP che, a partire dagli anni Settanta, ha ospitato numerosi e vari corsi a proposito dell’educazione per adulti e della formazione professionale per immigrati a Zurigo. Obiettivo primo del seminario è stato quello di riconoscere agli immigrati e agli emigrati un ruolo attivo nella propria storia. Chiaro esempio è l’attenzione data al modo in cui i lavoratori migranti italiani iniziarono a occuparsi della formazione e dell’educazione per adulti.

Nella prima parte del seminario, tre storici hanno presentato le loro recenti pubblicazioni, che si occupavano di differenti aspetti dell’immigrazione italiana nella svizzera del secondo dopoguerra. FRANCESCO GARUFO (Neuchâtel) ha parlato del volume monografico della Revue Suisse d’Histoire. Nell’opera gli autori hanno messo in luce l’importanza della prospettiva che vede negli immigrati agenti della propria storia.1 Garufo ha poi presentato il suo libro(“L’emploi du temps”) che si occupa del ruolo del lavoro immigrato nell’industria svizzera dell’orologio.2 MATTIA PELLI (Fondazione Pellegrini Canevascini e Archivio Storico del Trentino) ha presentato una recente pubblicazione che tratte delle diverse fonti a disposizione degli storici, prodotte dagli stessi immigrati ed emigrati.3 In aggiunta, Pelli ha dimostrato quanto le attività dei migranti siano elemento fondamentale nella storia del lavoro, presentando il suo libro sulle lotte degli operaie nell’acciaieria Monteforno.4 PAOLO BARCELLA (Bergamo) si è infine occupato delle attività per la formazione degli emigrati italiani nella Svizzera del secondo dopoguerra – soffermandosi tanto sulle attività per la formazione professionale e l’educazione dei lavoratori adulti, quanto sulle attività per la scolarizzazione dei loro figli.5 L’ECAP è del resto parte di questa storia.

Nella seconda parte del seminario si è tenuta una tavola rotonda alla presenza di questi tre storici, di alcuni protagonisti e responsabili dell’ECAP passati e presenti (GUGLIELMO GROSSI, GUGLIELMO BOZZOLINI, GIACOMO VIVIANI e LEONARDO ZANIER) e infine di due esperti di educazione e formazione professionale (PHILIPP GONON e PHILIPP EIGENMANN, Zürich). In un primo tempo, i relatori hanno rivolto la loro attenzione al significato che educazione e formazione professionale hanno in relazione alla capacità che gli immigrati hanno avuto di agire e di accedere alla società svizzera. I testimoni di quei tempi hanno riferito le difficili condizioni che limitavano le possibilità di agire in favore della formazione. Le prime osservazioni sono state seguite da un’animata discussione, a proposito dell’entità dei cambiamenti conosciuti negli anni successivi. Le sfide affrontate organizzando corsi per la formazione e l’educazione degli adulti sono state paragonate alle sfide che l’ECAP sta affrontando oggi. I presenti si sono trovati in accordo in merito all’importanza che l’apprendimento della lingua continua ad avere per gli emigrati, rappresentando per gli stessi l’elemento fondamentale per poter accedere alla società ospitante.
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Referenze
1 Revue Suisse d'Histoire (RSH), 65 (2015), 1: Le global au village: stratégies, espaces et réseaux transnationaux des migrants italiens en Suisse, im Migrationsgeschichte(n) in der Schweiz: ein Perspektivenwechsel, hrsg. von Irma Gadient und Damir Skenderovic.
2 Francesco Garufo: L'emploi du temps. L'industrie horlogère suisse et l'immigration (1930-1980). Lausanne 2015.
3 Mattia Pelli (ed.): Archivi migranti. Tracce per la storia delle migrazioni italiane in Svizzera nel secondo dopoguerra. Trento 2014.
4 Mattia Pelli: Monteforno. Storie di acciaio, di uomini e di lotte. Lugano 2014.
5 Paolo Barcella: „Venuti qui per cercare lavoro“. Gli emigrati italiani nella Svizzera del secondo dopoguerra. Bellinzona 2012; Paolo Barcella: Migranti in classe. Gli italiani in Svizzera tra scuola e formazione professionale. Verona 2014.


Programma del workshop:

“Migrazioni e formazione nella Svizzera del secondo dopoguerra”, 21 gennaio 2016, Organizzato da ECAP (Zurich) e Fondazione Pellegrini Canevascini (Bellinzona), Coordinato da Paolo Barcella (Bergamo) e Philipp Eigenmann (Zurich).

Francesco Garufo (Universität Neuchâtel) - Le global au village: stratégies, espaces et réseaux transnationaux des migrants italiens en Suisse, im Migrationsgeschichte(n) in der Schweiz: ein Perspektivenwechsel, hrsg. von
Irma Gadient und Damir Skenderovic, SZG 65/1, 2015.

Mattia Pelli (Archivio Trentino / Fondazione Pellegrini Canevascini) - Archivi migranti: tracce per le storia delle migrazioni italiane in Svizzera nel secondo dopoguerra, Trento/Bellinzona, Archivio Trentino / Fondazione Pellegrini Canevascini, 2014.

Paolo Barcella (Universität Bergamo) - Migranti in classe. Gli italiani in Svizzera tra scuola e formazione professionale, Ombre Corte, Verona, 2015.

Podiumdiskussion:
Philipp Gonon (Unversität Zürich)
Gugliermo Grossi (ECAP)
Gugliermo Bozzolini (ECAP)
Giacomo Viviani (ECAP)
Leonardo Zanier (ECAP)

Manifestazione: 
Migrazione e formazione in Svizzera dopo 1950
Organizzato da: 
ECAP Zürich e la Fondazione Pellegrini Canevascini
Data della manifestazione: 
21.01.2016
Luogo: 
ECAP Zürich
Lingua: 
d
i
e
File allegati: